“La nostra sola giustificazione, se ne abbiamo una, è di parlare in nome di tutti coloro che non possono farlo”

Referendum: un po’ di chiarezza

Pubblicato il | maggio 13, 2009 | Di Elisabetta Mongardi | Nessun Commento

La data del referendum si avvicina, e le informazioni a riguardo lasciano molto a desiderare.

E’ iniziato tutto con la raccolta firme di Di Pietro: si parlava di cancellare la famigerata “legge porcata” di Calderoli, di restituire agli italiani la libertà di scegliersi i candidati, e via dicendo. Poi, due giorni fa, sul blog del leader dell’IdV compare questa dichiarazione:

“Noi dell’Italia dei Valori, che pure abbiamo promosso quel referendum e raccolto le firme con lo scopo nobile di cambiare questa legge truffa, oggi abbiamo il coraggio di dire ai cittadini di votare No.”

Bene. L’IdV si dichiara pronta a “resistere” a un referendum che lei stessa ha proposto e per la cui realizzazione si è battuta. Viene da chiedersi se ci sono o ci fanno.

Anche dal blog di Beppe Grillo si leva una gran polemica sulla scelta delle date, sul presunto piano della Lega per boicottare il referendum e addirittura, da tutto questo polverone di informazioni approssimate e mai approfondite, emerge anche una vena di nostalgia: “se dovevamo vivere sotto una dittatura, allora era meglio il fascismo”. Con tanti saluti al buon senso, alla chiarezza delle informazioni e ai congiuntivi. (Ma di questo avevamo già parlato). Poi, il nulla: del referendum non si parla più. Nel frattempo, sui giornali e in televisione ci si perde a discutere delle liti tra Di Pietro e Franceschini, Porcellum, Mattarellum, e in mezzo ai soliti panini mediatici non viene spiegato niente.

Dunque, proviamo a fare chiarezza ( non è difficile: bastano un computer, un quarto d’ora di tempo libero e un po’ di voglia di non farsi prendere in giro)…

(Continua)

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Freedom of the Press 2009: Italia declassata a “paese parzialmente libero”

Pubblicato il | maggio 1, 2009 | Di Elisabetta Mongardi | Nessun Commento

Viene presentato oggi a Washington Freedom of the Press 2009, il rapporto annuale dell’organizzazione indipendente americana Freedom House sulla libertà di stampa in 195 paesi del mondo.

Map of Freedom 09

Secondo il rapporto 2009, l’Italia è stata declassata da “paese libero” a “paese parzialmente libero” (partly free) - unico caso in tutta l’Europa occidentale, fatta eccezione per la Turchia. Gli autori del rapporto spiegano così i motivi di questa retrocessione: “Nonostante l’Europa Occidentale goda a tutt’oggi della più ampia libertà di stampa, l’Italia è stata rettrocessa nella categoria dei Paesi parzialmente liberi, dal momento che la libertà di parola è stata limitata da nuove leggi, dai tribunali, dalle crescenti intimidazioni subite dai giornalisti da parte della criminalità organizzata e dei gruppi di estrema destra. Ma la concentrazione della proprietà dei media è il motivo principale del nostro voto e il problema principale dell’Italia, da questo punto di vista, è rappresentato dalla figura del premier.

Del resto, non è una novità: già nel rapporto dello scorso anno, Freedom House spiegava che

Le libertà di parola e di stampa in Italia sono garantite dalla Costituzione e generalmente rispettate nella pratica, nonostante le continue preoccupazioni riguardanti la concentrazione di proprietà dei media. La legge Gasparri del 2004, la quale ha introdotto alcune riforme (incluse le premesse per il passaggio al digitale terrestre), è stata pesantemente criticata per aver favorito gli interessi del primo ministro Silvio Berlusconi, permettendogli di mantenere il controllo del mercato privato dei media. Sotto il governo Berlusconi, il Paese ha registrato un livello di concentrazione di proprietà dei media insolitamente alto per gli standard europei.
Tramite il suo potere politico sui network televisivi nazionali, nel suo ruolo di primo ministro, Silvio Berlusconi controllava il 90% dei media del Paese nel periodo 2001-06.

Jennifer Windsor, direttore esecutivo dell’organizzazione, dichiara: “La professione di gironalista è attualmente alle corde e sta lottando per rimanere in vita, stremata dalle pressioni dei governi e di altri potenti soggetti e dalla crisi economica globale. La stampa è la prima difesa della democrazia e la sua vulnerabilità ha enormi implicazioni per la sua tenuta, se i giornalisti non sono in grado di tener fermo il loro tradizionale ruolo di controllori dei poteri“.

Segnalazioni:

Il sito di Freedom House

Il rapporto Freedom of the Press 2008

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Intervista a Carla e Bice Biagi

Pubblicato il | aprile 26, 2009 | Di Redazione | Nessun Commento

In occasione di un incontro sulla Costituzione e i valori della resistenza, il Forum Giovani di Anzola dell’Emilia ha potuto intervistare Carla e Bice Biagi, le figlie di Enzo Biagi, un grande giornalista (anche partigiano) che ha dato tanto al nostro Paese. E in qualche modo, continua a parlarci di quei valori di libertà e resistenza per i quali si era sempre battuto.

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Esposto di Articolo21 sul conflitto d’interessi

Pubblicato il | aprile 24, 2009 | Di Elisabetta Mongardi | Nessun Commento

In seguito alle notizie circa la riunione tenuta da Berlusconi per decidere i futuri assetti della composizione del CDA Rai, da Articolo21 parte l’iniziativa di un esposto contro il conflitto d’interessi, che sarà  presentato all’Antitrust.

Qui sotto trovate il testo:

All’Autorità garante della concorrenza e del mercato

p.c. All’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni

Da notizie stampa e dalle stesse dichiarazioni pubbliche dell’interessato è emerso un intervento diretto del Presidente del Consiglio nel procedimento di nomina dei dirigenti delle testate e delle reti della concessionaria del servizio pubblico radiotelevisivo.
Il Presidente del Consiglio tuttavia è proprietario della principale azienda concorrente della RAI e ciò determina una palese situazione di conflitto di interessi rilevante ai sensi degli artt. 3 e 4 della legge n. 215/2004.
Tale circostanza, fermi restando ulteriori profili di responsabilità, deve quindi essere accertata e sanzionata dall’Autorità garante della concorrenza e del mercato che ha l’obbligo di legge di aprire immediatamente il relativo procedimento.
L’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, cui la presente denuncia è inviata per conoscenza, ha d’altra parte il compito di vigilare sulla correttezza e sull’equilibrio dell’informazione radiotelevisiva, compito reso più stringente non solo dall’attuale regime di par condicio ma anche dalla suddetta situazione di conflitto.
Ciò premesso, i sottoscritti chiedono all’Autorità garante della concorrenza e del mercato di adottare in ordine a quanto rappresentato tutti gli atti previsti dalla legge n. 215/2004, procedendo con urgenza ai necessari atti di accertamento.
Chiedono inoltre, ai fini dell’esercizio dei loro diritti di partecipazione, di essere avvisati dell’avvio del procedimento e di essere sentiti personalmente.

Federico Orlando presidente
Giuseppe Giulietti portavoce
Tommaso Fulfaro segretario

Qui , con una firma, potete aderire all’esposto.

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Liberi Tutti

Pubblicato il | aprile 24, 2009 | Di Redazione | 3 Commenti

di Matteo Fallica

Quasi tutti i dipendenti pubblici oggi per fare il loro lavoro hanno a disposizione un computer. Per utilizzarlo servono tanti programmi e i programmi costano. Una delle strade che alcune Pubbliche Amministrazioni ultimamente decidono di seguire è quella del Free Software e dellOpen Source: il software libero, gratuito, disponibile a tutti e a costo zero.

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